Olimpico I.

Olimpico I. | Storie che Riconnettono: dal burn out individuale alla trasformazione collettiva

Ilaria Olimpico, Focusing Trainer e Facilitatrice di Arti Sociali, condivide l’esperienza del laboratorio “Storie che Riconnettono: dal burn out individuale alla trasformazione collettiva”, presentando l’intenzione che ha mosso il laboratorio, descrivendone la struttura e il processo, e quindi riflettendo sulla combinazione di diverse metodologie (Teoria U e Social Presencing Theatre, Arcobaleno del Desiderio del Teatro dell’Oppresso, Focusing, Work that Reconnects) a supporto dell’esplorazione del burn out nei contesti del lavoro sociale e di cura.

Ilaria riporta alcune testimonianze di chi ha partecipato, intreccia le riflessioni ispiranti di Vikky Reynolds sulla de-individualizzazione del burnout e l’intensa esperienza del laboratorio come punto di partenza per continuare il lavoro tenendo insieme due aspetti: un aspetto riguarda un lavoro interiore di autoempatia, confini sani, cura e condivisione, l’altro aspetto, tutto da co-disegnare, richiede un lavoro esteriore di costruzione di “giustizia”.

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Olimpico I. – Focusing nella Facilitazione e nelle Arti Sociali: consilienza, esperienze sul campo e prospettive

Il Focusing è un metodo di auto-consapevolezza e ascolto di sé. Ilaria Olimpico ha integrato il Focusing nel suo lavoro di Facilitatrice di Arti Sociali.
Nella prima parte di questo elaborato, condivide le riflessioni sulla consilienza tra diverse mappe metodologiche che sovrappone nel suo lavoro, fino a delineare una propria mappa che applica in via sperimentale nella facilitazione di percorsi volti al co-apprendimento, alla consapevolezza e al potenziamento delle soft skills (principalmente, ascolto, empatia e auto-empatia), nei contesti di educazione alla pace attiva, di inclusione sociale, di crescita personale e di evoluzione collettiva.
Le mappe prese in considerazione provengono dalla “Teoria U” del cambiamento sistemico di Otto Scharmer del MIT di Boston e dalla spirale del Work-that-Reconnects di Joanna Macy, eco-filosofa e attivista. .
Nella seconda parte, Ilaria racconta le sue esperienze sul campo riguardo l’integrazione del Focusing nel suo lavoro: nel progetto di inclusione socio-lavorativa “Life”, nella conduzione di un seminario per l’università tedesca di Würzburg-Schweinfurt, nella facilitazione di un modulo di formazione per il CISP – Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace dell’Università di Pisa e nel programma di Mentoring della rete ImaginAction.
Ilaria ha esplorato le sinergie tra il Focusing e l’esercizio dello “stuck” del Social Presencing Theatre (SPT), le sinergie tra linguaggio della disidentificazione del Focusing e alcune tecniche di storytelling, e le sinergie tra l’esercizio di ascolto profondo 5’+5’ e il setting di scambio alla pari.
Nella terza parte, Ilaria traccia le potenzialità del Focusing nella prospettiva di accompagnare le équipe che lavorano in ambito educativo, sociale e della salute. L’intenzione del lavoro è espandere la dimensione sociale del Focusing in due linee di ricerca-azione. La prima vuole fornire una risposta alla “compassion fatigue” tramite il potenziamento della capacità di empatia e auto-empatia e si muove quindi nell’orizzonte del benessere personale-sociale. La seconda vuole rafforzare la capacità di essere più costantemente in connessione con sé e con il senso di giustizia che ogni persona porta dentro di sé.
Ogni parte è intervallata da poesie scritte da Ilaria come frutto delle sue focalizzazioni personali.

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